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Cinema 4D: discontinuità aggiornata

Quando un software viene aggiornato a una nuova versione facciamo sempre finta che sia una buona cosa, un miglioramento necessario. Ma mentiamo a noi stessi: il nostro subconscio ce lo dice fin dal principio che installando l'aggiornamento, ci daremo la zappa sui piedi. Nuove icone, nuovi nomi, nuovi workflow. E' come cambiare le regole del gioco mentre stai nel mezzo della partita, per questo installare aggiornamenti durante una produzione è ampiamente riconosciuta come una pratica suicida, e delle più cruente. Senza contare che i tutorial e i corsi basati sulle versioni precedenti improvvisamente vengono invalidati, e dovranno essere aggiornati di pari passo con le nuove smanie di diversità delle software house. Questa volta tocca alla versione 2023 di Cinema4D. Mentre nella versione precedente gli strumenti di simulazione dinamica erano tutti logicamente ordinati nella categoria dei tag "Simulation", adesso il mondo della simulazione dinamica è stato irrimediabilmente e illogicamente scisso, collocando i Rigid Body e i Collider nella categoria dei tag "Bullet", e lasciando in "Simulation" gli strumenti più avanzati tipo i Cloth. Così ora i tessuti hanno i loro collider specifici, mentre prima andava benissimo il Collider standard che usavano tutti gli altri elementi delle simulazione. Magnifico.

Per carità, ci sono tanti strumenti bellini come la simulazione delle corde, ma insieme a tutte le cose nuove che ci semplificheranno la vita, dovremo vedercela faccia a faccia con un sistema più discontinuo rispetto al precedente e con un esaurimento nervoso pronto ad approfittare della ghiotta occasione.

Ma in fin dei conti, cosa sarà mai un po' di discontinuità, se già da anni viviamo scissi dal mondo reale. Mai fidarsi di un aggiornamento. Mai. A presto e buoni poligoni.




 

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